Intervento di Mauro Carri sull’edilizia in Maremma
Il direttore dell'Ance: "I progetti edilizi non sorgono a caso, ma sono elaborati all’interno di quanto previsto dagli strumenti urbanistici in vigore".

“Recentemente le cronache hanno riportato articoli tesi ad evidenziare gli aspetti negativi del consolidamento della crescita del settore edilizio, con una prospettiva decisamente distorsiva e che non analizza la realtà della situazione con la dovuta competenza e la imparzializza di giudizio. Evidentemente l’orientamento della nostra Associazione espresso durante l’Assemblea annuale e riportato dettagliatamente nella relazione del Presidente, non è stato recepito nella propria essenza, a ciò ha contribuito anche la limitata opportunità di informazione offèrtaci da una parte della stampa locale.
I progetti edilizi non sorgono a caso, ma sono elaborati all’interno di quanto previsto dagli strumenti urbanistici in vigore. Situazioni fuori da tali schemi non rientrano nell’attività professionale delle nostre imprese e pertanto non saranno oggetto della nostra riflessione.
Premesso quanto suddetto, alcuni interventi e titoli apparsi sulla stampa locale che trattano di “edilizia selvaggia” ci lasciano perplessi e ci impongono un’azione di seria informazione presso l’opinione pubblica a difesa del valore economico e sociale della categoria da noi rappresentata.
L’uso del termine “edilizia selvaggia” presuppone erroneamente un’edilizia abusiva, non regolamentata. Generalmente le opere edilizie cui si fa riferimento nella stampa sono costruite nel rispetto delle leggi e delle norme all’interno delle possibilità concesse dai Piani Regolatori e dai Piani Strutturali e comunque, lo ribadiamo, non è mai opportuno né giusto colpevolizzare con messaggi mediatici l’intera categoria dei costruttori edili, quali responsabili di inquinamenti ambientali.
Possibili diverse interpretazioni sulle destinazioni d’uso, cosa ben diversa dall’abusivismo volumetrico d’impatto ambientale, ricadono nell‘ambito della soggettiva attività imprenditoriale.
I nostri impresari realizzano secondo quanto previsto nei Piani Regolatori approvati anche quindici anni prima dalle varie Amministrazioni che si sono succedute e per costruire richiedono le necessarie autorizzazioni e concessioni, pagando i dovuti oneri urbanistici.
L’A.N.C.E, di Grosseto intende evidenziare che ciò che è realizzato dipende da leggi e regolamenti che, almeno urbanisticamente, sono espressioni di volontà politiche a monte del processo edificatorio, con procedimenti che consentono al cittadino di conoscere e successivamente di esprimere il proprio giudizio di merito, sulle scelte proposte.
Un esempio fra tutti è l’edilizia oggi visibile a Marina di Grosseto, che deriva da puntigliosi regolamenti urbanistici, da regolamenti igienico sanitari, ma anche da rendite fondiarie sproporzionate. Pertanto non è ‘Edilizia selvaggia”, ma edilizia minuziosamente pianificata a cui i costruttori edili si attengono.
Se i cittadini non fossero soddisfatti di quanto approvato dagli amministratori è a questi che debbono rivolgersi, soprattutto durante il procedimento decisionale e non quando partono i cantieri regolarmente autorizzati, le cui chiusure causerebbero notevoli problemi anche di tipo occupazionale.
E’ bene ricordare che le imprese di costruzione traducono fisicamente e spazialmente volontà politiche espresse nell’urbanistica della città.
I questa provincia è sempre stata riconosciuta all’edilizia la capacità di contribuire efficacemente, sostanzialmente e con continuità alla crescita dell’economia locale e non vorremmo che tale immagine subisse distorsioni anche di carattere etico.
Da parte nostra offriamo la disponibilità alla stesura di seri ed efficaci nuovi regolamenti urbanistici, nonché la ricerca di criteri costruttivi che privilegino la qualità economico-sociale dei prodotti”.









L'OPINIONE