Alla scoperta dei “Signori di Maremma”
Prosegue l’attività espositiva del Comune di Grosseto con un importante evento sulla civiltà etrusca, la mostra: “Signori di Maremma - élites etrusche fra Populonia e Vulci al Museo Archeologico e d’Arte della Maremma”, che per il grande successo di pubblico è stato prorogata sino al 6 gennaio 2010. “Mostre di questo livello – osservo Antonio Cappelli, Scav Prema – offrono anche al vasto pubblico un’occasione straordinaria per conoscere l’arte e la storia che caratterizza un territorio”.

All’esposizione si affiancanogli Itinerari Archeologici in Maremma che, mettendo in relazione la mostra con il territorio, danno la possibilità di visitare le aree archeologiche da cui provengono i reperti e approfondirne il tema.
L’esposizione presenta oltre duecento reperti provenienti dai siti archeologici della Maremma, per la maggior parte conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, inediti o raramente visti in pubblico. Pezzi unici di straordinaria importanza e bellezza che narrano la vita e la morte dei Signori di Maremma ovvero i Principi Etruschi, durante il periodo di massimo splendore di questa civiltà, detto “Orientalizzante”, compreso tra il VII e il VI sec. A. C.. I materiali in mostra provengono da cinque aree della Maremma: Populonia, Vetulonia, Marsiliana d’Albegna, PoggioBuco-Pitigliano e Roselle.
La mostra si apre con i materiali provenienti da Populonia, con il corredo della TOMBA DEI FLABELLI, eccezionalmente riunito. Tra i reperti presentati in questa sezione: la coppia di ventagli (flabelli) di bronzo decorati a sbalzo - da cui la tomba prende il nome - presentati per la prima volta insieme, dopo il restauro di uno dei due; due eccezionali armature in bronzo, con elmi e schinieri, che restituiscono quella che doveva essere l’immagine pubblica di questi principi-guerrieri.
Per Vetulonia sono esposti i materiali del corredo della TOMBA DEL DUCE (dove duce sta per dux, in latino condottiero), l’unico principe etrusco di età orientalizzante di cui si conosca il nome, RACHU KAKANAS, scoperto su un frammento di coppa d’argento durante il restauro dei materiali recuperati nella tomba a seguito dell’alluvione del 1966. Fra gli oggetti del corredo estremamente sontuoso, che ha restituito documenti eccezionali della civiltà etrusca, spicca l’Arca d’argento (cm 42x63x37), un’urna cineraria rivestita di lamina d’argento, decorata a sbalzo e a incisione, con figure di animali reali e fantastici, anch’essa in mostra.
Alla foce del fiume Albegna, fiorì nel VII sec. a C. il centro di Marsiliana, di cui viene presentata una scelta di oreficerie ed oggetti in avorio provenienti dalle tombe a circolo, recuperati nei terreni di proprietà del principe Corsini agli inizi del Novecento. Tra questi la bellissima fibula Corsini in argento fuso, oro laminato e polvere d’oro, con decorazione a paperelle ed elementi a sfera; il pettine in avorio con decorazioni a rilievo di animali fantastici e la famosa tavoletta scrittoria, con il più antico alfabeto etrusco, entrambi provenienti dalla tomba a circolo degli Avori.
Le tombe principesche di PoggioBuco e Pitigliano sono rappresentate in mostra per lo più da servizi ceramici per il banchetto come il Kyathos (attingitoio) con ansa a figura umana, una delle più antiche rappresentazioni dell’uomo nella nostra cultura classica. Infine Roselle con alcuni oggetti provenienti dalla cosiddetta “casa con recinto”, ritrovata al di sotto del Foro Augusteo. Per gli studiosi si tratta di un’area sacra, un santuario, dove sono state rinvenute importanti iscrizioni, di dono e di dedica alle divinità, che testimoniano il particolare rapporto fra i principi e gli dèi.
In soli tre mesi e mezzo l'esposizione dedicata ai principi etruschi nel periodo orientalizzante ha raggiunto quasi diecimila visite. Intanto è in preparazione la mostra del prossimo anno, che sarà dedicata alla “Tradizione Classica dall'antico al moderno” accompagnata da itinerari alla scoperta delle tradizioni popolari.
La mostra “Signori di Maremma”, promossa dal Comune di Grosseto con il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e della Regione Toscana, è curata da Carlotta Cianferoni, vice Soprintendente per i Beni Archeologici della Toscana e Simona Rafanelli, direttore del Museo Civico Archeologico I. Falchi di Vetulonia, con i contributi di importanti studiosi tra cui Giovannangelo Camporeale. E' aperta fino al 6 gennaio 2010 dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 presso il Museo Archeologico e d'Arte della Maremma in piazza Baccarini 3. L'ingresso costa 5 euro.





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