Sistemi emotivi alla Strozzina di Firenze
Fino al 3 febbraio 2008 alla Strozzina di Palazzo Strozzi a Firenze si terrà la mostra Sistemi emotivi. Artisti contemporanei tra emozione e ragione. Il progetto, curato da Franziska Nori, project director del CCCS e da Martin Steinhoff, fenomenologo e studioso del tema, si svolge su 850 mq, nelle 11 sale del Centro di Cultura Contemporanea Strozzina. Ogni artista ha a disposizione una sala. Le opere selezionate hanno il denominatore comune di offrire differenti approcci al tema delle “emozioni”.

Le prime opere che il visitatore incontra all’inizio del percorso sono due video dell’artista sudafricano William Kentridge che utilizza l’elemento narrativo, il gesto grafico e la musica per creare una suggestione e una particolare condivisione emotiva. L’ambientazione delle storie narrate è il Sud Africa dell’Apartheid. Nei video di Kentridge riconosciamo gli stessi temi e gli stessi elementi simbolici come la morte, la solitudine esistenziale, l’amore e la grandezza della natura che, seppur nati dall’immaginario poetico e dall’interiorità personale dell’artista, facilmente entrano a far parte di una comprensione collettiva e di un bagaglio emotivo che diviene universale.
Il passaggio successivo è quello meditativo e intimo della poesia, nella sala in cui si trovano gli interventi, scritti e ‘parlati’ di tre poeti italiani Antonella Anedda, Elisa Biagini e Valerio Magrelli che non vogliono far percepire la poesia come distante e difficile, ma vissuta e letta come mezzo fondamentale per il “trasporto del carico emotivo”, e cui ci si affida nei momenti a maggiore densità emotiva della vita.
A completare la percezione intima e meditativa delle emozioni, con un approccio più cognitivo e riflessivo è il lavoro di Maurice Benayoun, new media artist che svolge la sua ricerca artistica sulla correlazione tra emozioni e la logica della rete. In Mechanics of Emotions l’artista fa un monitoraggio delle migliaia di queries (richieste/domande) inoltrate dagli utenti nei motori di ricerca. Grazie ad un software appositamente sviluppato l’artista fa un’operazione di lettura incrociata di dati riferiti ad aree geografiche (città, paesi e continenti) con termini che definiscono stati emotivi in tempo reale. Le emozioni vengono successivamente rappresentate grazie a una mappa del globo tridimensionale composta da vari termini, parole come “glad-felice” o “sad-triste”, “nervous-inquieto”, “satisfied-soddisfatto”. Questo lavoro di Benayoun, che è solo uno dei 3 presentati per Sistemi Emotivi, si basa su un’interpretazione della rete come organo metaforico. Internet viene letto come il sistema nervoso della comunità digitale, un sistema di filtro culturale e che rende visibile atmosfere ed emozioni.
Altrettanto interessanti le sale dedicate Teresa Margolles, che, con la sua opera Air/Aire occupa la bianca, vuota e asettica sala successiva, mentre la saletta adiacente, per contrasto, buia e misteriosa, è occupata dalla suggestiva installazione video Observance di Bill Viola. Come già in altri film, l’artista americano mette in scena una coreografia di personaggi contemporanei che interpretano scene tipiche dell’iconografia classica cristiana.
Quindi l’opera di Katharina Grosse per un intervento appositamente studiato per Sistemi Emotivi. La Grosse dialoga con lo spazio architettonico specifico ed entra in relazione diretta con l’ambiente in cui si prepara ad operare. La sua visione spaziale, il suo particolare coinvolgimento corporeo e la sua esperienza della realtà vengono tradotti in colore attraverso l’utilizzo immediato e impulsivo della pittura a spray.
Successivamente si incontra l’artista svizzero Yves Netzhammer che lavora con l’animazione digitale di figure umane, animali e nelle sue sequenze video 3D, suscita emozioni raccontando storie. Ognuno di noi può entrare in quella nuova realtà digitale e prevalentemente simbolica cercando qualcosa della propria essenza, della propria limitatezza e della propria condizione fragile e vulnerabile di essere umano.
Segue la sala occupata da Christian Nold, artista inglese, docente all’università di Plymouth,che present Emotional Mapping, un progetto di ricerca pluriennale basato sulla partecipazione del pubblico e sulle tecnologie avanzate. L’ultima opera del percorso è Nomadic Time, installazione multimediale interattiva ideata dal compositore Andrea Ferrara, alias Ongakuaw. Tale installazione prevede la connessione di un individuo a una macchina che ne rileva le onde cerebrali.

Orari: 11,00 – 20,30. Lunedì chiuso
Biglietti: 5 euro (5 ingressi in 1 mese, comprese lectures), 4 euro unico scuole, 10 euro
ingresso Strozzina + Contromoda

On line
il sito di Palazzo Strozzi





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